Punto d’incontro

È impossibile lasciare trascorrere un solo giorno in più senza tentare di riavvicinarmi. Lo so, scrivere e riscrivere non basta e queste parole non riusciranno mai a contenere tutto l’accorgimento di cui sono capace. Eppure riempire fogli è per me un grande conforto, è lo sfogo di cui ho bisogno. Che sia ora l’occasione giusta per recuperare il nostro momento perduto?

Mi avevi chiamato con il nome dell’amore e io non avevo risposto, come un vigliacco. Ti chiedo perdono per la rabbia e per lo sfogo, ma la mia passione è molta e necessita di calma e tempo per esprimersi. Sento il bisogno di chiederti scusa per ciò che ti ho detto, vorrei offrirti subito ciò che meriti e mi chiedi, ma ancora non posso. Ti supplico di aspettare ancora, abbi fiducia, io senza di te non vivo.

La vita prescrive obblighi e scadenze, ciò che abbiamo ci basta appena e subito dopo non basta più. I conti non tornano e la matematica non serve più. C’è chi non ha niente, chi grida all’ingiustizia, chi ha qualcosa e chi crede che avrebbe avuto diritto ad avere di più. C’è anche la simpatica gioa di chi ha saputo fare conquiste. Io di certo non sono tra i trionfatori, ma per questo non mi sento affatto perduto. Chiudo gli occhi e sogno di possedere abbastanza, finché un giorno potremo scappare via insieme. E quel momento è vicino.

Non manca molto. Un uomo, come tutti gli altri, solo un po’ più incosciente, nel segreto di una stanza, ha deciso di superare perplessità e scrupoli discendendo oltre ogni raffinatezza e complicazione, verso il proprio destino. Giù fino all’inizio della fine, dove la millenaria parata delle filosofie, dei sistemi e delle concezioni di mondo si esaurisce restituendo il puro e violento paradosso di tutto ciò che è. In fuga dalla libertà, insopportabile e immeritata, i cui benefici pesano e schiacciano, per placare una volta per tutte l’appetito di potenza che prospera e divora questo mondo.

Un posto affollato, dove è possibile ammirare gallerie, negozi, bar, ristoranti e molti altri locali; giostre coi cavalli, giostre con missili spaziali, un centro con un recinto e tante palle per i bambini, una tabaccheria, un ponte sospeso, un trenino luccicante, una sala scommesse, una lavanderia, un salumiere, ascensori, scale mobili e librerie; un negozio di computer, un cappellaio, un calzolaio, una gelateria, una porta segreta, un’altra che dice “vietato l’accesso”, un poster con isole tropicali, un altro con montagne innevate, il mare, il deserto, le foreste, un pianeta, una voliera colma di pappagalli tropicali, il cielo terso, gli aperitivi, la musica di sottofondo, voci incrociate, spalle che si urtano, borse che si incastrano, croci, carrelli che si scontrano, stoviglie, colpi di tosse, urla, cellulari, risate, insulti e saluti. Una lista infinitamente estesa di cose, spazi, persone e prodigi. Un universo raccolto in un grande centro, da girare neppure in un giorno, senza vie, difficile da conoscere, se non impossibile, dove nessuno riesce mai a ricordare i percorsi delle altre volte che ci è entrato.



Lascia un Commento

pattern minimal
articles-nota